“Rinascimento Marchigiano”, le opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma arrivano a Roma. Immagini
Fino al 5 luglio, al Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, in mostra 36 opere d’arte restaurate a seguito del sisma del 2016, grazie al contributo di Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, all’apporto scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e alla collaborazione della Regione Marche ROMA - Il 18 febbraio è stata inaugurata a Roma, presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro sede del Pio Sodalizio dei Piceni, la seconda tappa della mostra “Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma”, a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi. Le 36 opere esposte, individuate e restaurate da un nucleo di 51 di proprietà di 17 differenti Enti pubblici ed ecclesiastici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, vanno dal ‘400 al ‘700. Alcune di esse si distinguono per l’alto valore devozionale, altre invece per il grande valore storico-artistico. Tra le opere sono presenti crocifissi lignei e vesperbild di ambito tedesco, che ancora oggi si trovavano all’interno delle chiese come oggetti di culto da parte dei fedeli. Non mancano però nomi importanti come Jacobello del Fiore con la serie delle Scene della vita di Santa Lucia provenienti dal Palazzo dei Priori di Fermo, Vittore Crivelli con la Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti di Sarnano, Cola dell’Amatrice di cui spicca la Natività con i santi Gerolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca dalla sacrestia della Chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno. E ancora da Roma Giovanni Baglione e Giovanni Serodine che dalla Svizzera seguì nella capitale l’esempio di Caravaggio. Tutti autori di indubbia fama che nelle Marche sono nati o che vi hanno soggiornato e che hanno contribuito a modificare la geografia della Storia dell’Arte. I restauri sono stati eseguiti da tecnici tutti marchigiani, in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza. Si è trattato di interventi che non solo hanno consentito di porre rimedio ai danni subiti dalle opere, ma hanno permesso di effettuare nuove attribuzioni e di acquisire nuove conoscenze relative alla tecnica pittorica ed ai materiali usati dai pittori, accrescendo le conoscenze che si avevano su questo patrimonio e aprendo la strada a molti studi scientifici. La mostra è accompagnata da un catalogo che dà conto delle nuove acquisizioni e che affianca la scheda storico artistica dell’opera con la relazione dell’intervento di restauro ed i risultati delle indagini diagnostiche che lo hanno preceduto. L’esposizione è stata pensata come un evento itinerante. La prima tappa si è svolta ad Ascoli Piceno e a questa romana seguirà quella a Palazzo del Duca di Senigallia, dal 23 luglio al 3 novembre 2020. “Terminate le mostre - spiega Pierluigi Moriconi della Soprintendenza dei Beni Architettonici delle Marche e curatore di dell’esposizione - le opere che non potranno essere ricollocate nelle loro sedi originali perché crollate o non ancora restaurate, saranno collocate in 8 depositi e lì saranno sempre a disposizione del pubblico”. {igallery id=4285|cid=1881|pid=1|type=category|children=0|addlinks=0|tags=|limit=0} Vademecum RINASCIMENTO MARCHIGIANOOpere d’arte restaurate dai luoghi del sismaRoma, Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni18 febbraio – 5 luglio 2020Orari di apertura al pubblico:10.00/13.00 e 16.00 /19.00 chiuso nei giorni festiviIngresso gratuitoPer Informazioni:Artifex International srls06 99572979 info@artifexarte.itwww.artifexarte.it ...